Rigenerazione urbana. Cos’è e perché se ne parla tanto (Parte terza): gli esempi

Ora che abbiamo una definizione e un po’ di normativa, andiamo a vedere cosa si è fatto e cosa si fa ogni giorno per la Rigenerazione urbana nelle nostre città. A volte semplicemente basta alzare lo sguardo e osservare le iniziative che vengono già messe in atto. Per adesso spero di darvi qualche spunto così da poterle riconoscere in ogni città.

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A Ravenna, il Festival Subsidenze di Bonobolabo

Va bene, si parla di street art e non me ne voglia Marco Miccoli se il Festival Subsidenze con la sua Associazione Culturale Indastria lo metto tra gli esempi belli di Rigenerazione urbana. Siamo alla quinta edizione di Festival che vanta oggi 25 grandi pareti. Ogni anno sbarcano a Ravenna questi strani figuri con i pantaloni larghi e macchiati e le mani sporche di vernice colorata. Sono gli street artist impegnati nella realizzazione di muri pittati nella zona della Darsena di Ravenna e nel Quartiere Gulli, a pochi passi dal centro storico ma da sempre luogo non proprio ameno. Sbagliato! Perché è proprio qui che nascono i processi di partecipazione cittadina più interessanti e le opere di street art più significative. Di muri da dipingere, in questa zona residenziale e di edilizia popolare, certo ce ne sono e ci vuole l’occhio attento di Bonobolabo a coordinare il tutto. Ecco alcuni nomi tra gli importanti artisti coinvolti in questi anni: Ericailcane, Bastardilla, Nemo’s, Pixel Pancho, Jim Avignon, Qbic, Reve+…

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Napoli e Ponticelli di Inward

Andiamo al Parco dei Murales di Napoli e nel quartiere periferico Ponticelli di cui vi avevamo già parlato. Qui i processi di Rigenerazione Urbana sono certamente più ostici, ma partendo dalla bellezza dei murales sulle palazzine popolari certo non si può che crescere.

ponticelli-joritLe misure di partecipazione cittadina sono più difficili e spesso i muri vengono guardati dalle persone che abitano nei palazzi come qualcosa di alieno. Inward sta operando in questo contesto e portando sempre nuove soluzioni. L’esperienza dell’orto urbano condiviso che i ragazzi ci hanno mostrato è una di queste.

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Bologna è Senza Filtro

Credo che questo sia l’esempio più azzeccato. Bologna, via Stalingrado, 22 associazioni, 4 dipendenti, 200 volontari. Questa è l’esperienza di Senza Filtro, nata dall’orchestrazione di Werther Albertazzi, Attivatore Territoriale, e dall’Associazione culturale Planimetrie Culturali. Senza Filtro si insedia nei 12 mila mq dell’ex Samputensili in zona Fiera di Bologna e per tre anni (2012-2015) ha portato in questo luogo un’osteria, un bar, la sala per concerti e una espositiva, strutture per lo skateboard e altri sport e un ostello con 14 posti letto. E poi? L’operazione di riuso temporaneo ha suscitato grande interesse sull’area e le pratiche di rigenerazione stanno continuando con il prezioso contributo di Planimetrie culturali e la sua esperienza sul campo.

Altri esempi: alcuni più vicini, alcuni più lontani

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Lisbona, LX Factory

Un lungo corridoio ai cui lati ci sono strutture industriali un tempo dedicate alla stampa dei giornali e dei quotidiani portoghesi. Adesso nel quartiere di Alcantara c’è LX Factory, sotto il ponte rosso del “25 Abril” ci sono 23.000 metri quadri dedicati all’industria creativa con designer, progettisti, grafici, artisti, ristoranti favolosi e la biblioteca “Ler e Devagar” tra le più belle al mondo.

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Dal 2008, dopo anni di abbandono, l’area ha ripreso vita grazie all’impresa che ha acquistato l’area e invece di realizzare centri commerciali e appartamenti costosi di carattere postindustriali, come va adesso di moda, ha deciso di rendere il luogo una fabbrica sì, ma di idee. Un luogo da non perdere e dove passare ore bellissime e di rigenerazione urbana e personale. Presto un articolo tutto dedicato al nostro viaggio a Lisbona, perché ne vale davvero la pena.

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San Donà di Piave, WeGovNow

Questa è simpatica. «WeGovNow: un approccio partecipato per affrontare le sfide delle politiche locali. Con questo nuovo servizio, la Città di San Donà di Piave intende sperimentare nuove forme di dialogo e collaborazione tra Cittadinanza e Amministrazione». Una piattaforma digitale utile e coinvolgente per far interagire i cittadini con il territorio segnalando i malfunzionamenti, ma anche le opportunità e le iniziative. Un processo finalizzato alla partecipazione cittadina che attraverso una cartina e i suoi puntini colorati sopra vi mette in collegamento diretto con la città.

Dublino: Dublin canvas (street art sugli armadietti Telecom)

“Meno grigio, più gioco.” Recita così la pagina web Dublin Canvas dedicata a questi quadri sui grigi armadietti delle utenze nelle strade. Dal 2015 ad oggi la città è diventato il parco giochi per la Rigenerazione urbana di artisti da tutto il mondo che qui hanno trovato nuovi spunti creativi. Può partecipare chiunque e come dicono loro: «The project is open to anyone over the age of 18. If you can pick up a brush and paint, we want you to submit an entry. All you need to do is submit an idea and if selected be willing to give up the amount of time it will take you to paint the box.» Seguite il profilo Instagram e lasciatevi stupire.

dublin-canvasI modi di fare Rigenerazione urbana sono tanti. Ciò che fa la differenza è la dedizione, il coraggio e la grandissima voglia di farcela a tutti i costi!

Elena

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