Renato Guttuso in mostra a Varese

Una delle più belle mostre che abbiamo visitato in questo periodo, se non la più interessante e stimolante che io abbia visto nell’ultimo anno. La trovo alla Villa Mirabello di Varese, con la curatela di Serena Contini, al centro dei Giardini del Palazzo Estense, e tratta di uno degli artisti che da sempre mi ha incuriosito, ma che non ho mai approfondito: Renato Guttuso.
Ph. ARS 404

In mostra

Troverete 25 opere del grande Maestro di cui 21 della Fondazione Pellin. L’imprenditore Francesco Pellin nasce nel 1936 a Busto Arsizio e nel 1969 fonda la prima azienda italiana specializzata nell’affumicazione del salmone. In quegli anni incontra Guttuso e nasce tra i due una forte amicizia, come oggi non si vede quasi più tra artista e collezionista, che in mostra si esplicita nelle lettere che si inviavano. Qui a scrivere è Guttuso:

«Oggi, guardando la tua collezione rivive in me la sensazione antica, ed alla quale ero disavvezzo, di un’intesa, quasi una collaborazione tra il pittore e il collezionista.»

 

guttuso-varesePellin acquista molte opere dell’amico, circa 120, e decide di creare una Fondazione per la valorizzazione del lavoro dell’artista.

 

il-sonno-della-ragione-genera-mostri-guttuso-vareseTra le opere esposte troviamo davvero significativa Il sonno della ragione genera mostri del 1980, dipinto in occasione della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto. Un po’ Guernica di Pablo Picasso, non è l’unica opera che si aggancia al grande Maestro spagnolo, e un po’, molto, l’omonima acquaforte di Francisco Goya con i suoi mostri immaginifici ma al tempo stesso reali.

 

corridoio-mostra-guttuso-vareseLa mostra si chiude in maniera davvero intelligente con la grande opera simbolo di Guttuso che è emozionante vederla dal vivo. Si tratta di Spes contra spem del 1982, dichiarazione poetica dell’artista. Ma prima di raggiungerla, la vediamo in fondo alla sala, le aspettative aumentano e sono rispettate, in una sorta di percorso ad ostacoli tra i fogli preparatori e le riflessioni dell’autore sul dipinto che andava a creare.

bozze-mostra-guttuso-varesePerché Varese

A partire dal 1953, Guttuso frequentò la città per 30 anni tanto da ottenere qui la cittadinanza onoraria. Lui siciliano, nato a Bagheria nel 1911, ma innamorato di questa terra, e delle donne. Sì, perché sua moglie era proprio di Velate, ai piedi del Sacro Monte a Varese, ma ne aveva frequentate tante di donne, tra cui forse la più famosa Marta Marzotto. Un amore da rotocalchi, o da feuillettons di quegli anni.

particolare-mostra-guttuso-vareseE queste donne, o altre, entrarono nei sui quadri e ne diventarono protagoniste con una femminilità che trascende dalla volgarità e le rende manifesti autentici di quegli anni.

«Io non sono un neoclassico, non ho mai avuto paura di celebrare in una donna i difetti […]. Cerco di rendere la donna più umana possibile. Non vedo la donna in termini letterari, ma in modo figurativo.»

sala-guttuso-mostra-vareseUn’unica pecca

Perché i testi in mostra sono solo in italiano? Guttuso è un artista di importanza internazionale e forse anche agli ospiti stranieri piacerebbe saperne un po’ di più. I testi in mostra, davvero significativi e tutti da leggere, necessitano di una traduzione in inglese per accogliere al meglio anche chi non spiccica una parola di italiano.

nudo-guttuso-mostra-vareseFino al 6 Gennaio 2020

Musei Civici di Villa Mirabello

Varese, Piazza della Motta 4

Elena

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