Nord vs Sud: lotta tra ziti/morosi/compagni

Lui dice “zita”. Io dico “moroso”. Divergenze linguistiche per parlare di noi.

È difficile infatti trovare un termine esatto per definire la situazione attuale. E credo che valga per tutte le coppie che si trovano nel limbo dell’“ormai ci conosciamo da anni e conviviamo da molto tempo” e del “no, non siamo sposati!”.

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Le cose si fanno complicate insomma. Pare strano definirsi ragazzo/ragazza di qualcuno: sembra di tornare al liceo e alle scorrazzate in motorino quando ancora non sai come classificarti.

Poi si tracolla subito verso la definizione compagno/compagna, forse la più giusta ma con un retaggio comunista che è poco incline all’amore.

Infine dire: “lui è il mio uomo/lei è la mia donna.”. No, non lo trovo corretto a livello ontologico e scade sempre in una inclinazione di possessione che poco mi piace.

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Ah dimenticavo: il fidanzato/fidanzata. Ma qui i giochi si fanno seri ed è previsto un anello con tanto di diamante e proposta in ginocchio. Una data preferibilmente in primavera o autunno nella quale convolare a giuste nozze, un catering per il buffet, vestito bianco e damigelle rosa. Caspita! E avevo detto solo “il mio fidanzato”!

Ecco allora ci vengono in aiuto i rispettivi dialetti per rendere almeno più divertente questa situazione in cui siamo in ballo.

Per Antonio, pugliese, io sono la “zita” che più o meno corrisponde a “fidanzata”, ma quanto meno detto in dialetto è tutto più spassoso. Ci sto!

Per me, romagnola, Antonio è il “moroso”. Quanto è bello sentirlo dire con la “S” che striscia! Non sarà la definizione più appropriata, ma almeno è divertente e genuino!

La “zita” e il “moroso” sono curiosi di conoscere altre inflessioni e modi di dire…coraggio, aiutateci!

Elena