Livia Santini: invasori o invasati poetici a Ravenna?

Oggi, Livia Santini, motore e ideatrice di Invasioni Poetiche a Ravenna, ci racconta la storia e il presente di questo gruppo culturale che appende poesie con fili di lana e mollette in giro per la città Ravenna.

Le Invasioni sono sempre più presenti in città. In poche parole, di cosa si tratta? Come è nata l’idea? E qual è lo spunto creativo?

Invasioni poetiche è nato durante la tarda primavera del 2015 da un gruppo di amici che sull’onda delle incursioni di poesia verificatesi in centro a Bologna, si sono trovati e han pensato di escogitare un modo originale per portare la poesia a Ravenna. L’idea che ci ha guidati è in sostanza che le parole letterarie, la poesie quindi e le frasi significative di molti autori, ci hanno guidato e continuano a farlo molto tempo dopo che abbiamo finito di andare a scuola e quindi volevamo riportare per strada, fra la gente, partendo dalla quotidianità, ciò che troviamo motivazionale nei momenti di sconforto o particolarmente significativi. Riflettendo sul fatto che in un mondo che è travolto dallalogo-invasioni-poetiche-ravenna fretta, un momento per leggersi una poesia non avrebbe che potuto giovare. Ci sembrava che la realtà mancasse un po’ di poesia, ecco! Ci siamo trovati davanti ad un aperitivo e abbiamo mescolato le idee che ci venivano in mente e ci siamo dati delle regole, una contata e siamo partiti…Tutto fra amici. Giuseppe Arizza, ha preparato il logo e Beatrice Ghetti le vesti grafiche delle poesie da appendere.

Volendo essere rispettosi delle regole, ci siamo informati presso la Siae e il Comune e poi abbiamo ideato di appendere le poesie con fili di lana e mollette…ecofriendly al massimo insomma!

Chi sono questi invasori o invasati e quanti sono? Hanno un profilo più o meno comune? Uomini, donne, studenti, imprenditori…facciamo un identikit dell’invasore poetico.

Siamo partiti in un nucleo abbastanza numeroso di circa una 15ina di persone che è stato sempre flessibile a seconda delle invasioni e dei relativi orari. L’invasore tipo è una creatura che ama sognare e che crede di poter portare un po’ di bellezza nel mondo attraverso la condivisione. Ci sono giovani, meno giovani e prevalentemente persone di mezza età. Prima della sua prematura scomparsa, è stato l’Assessore Liverani a soprannominarci “invasati” in un giorno di pioggia in cui non ci siamo persi d’animo e abbiamo attaccato poesie durante un pranzo solidale presso Cittàttiva. Lui era spesso con noi durante le invasioni – una per tutte da ricordare quella della Notte d’Oro 2015 di cui la foto. Eravamo in Piazza S. Francesco e fu molto divertente.

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Ogni invasione era un gioco e io in privato gli scrivevo dicendogli che il tal giorno alla tal ora avremmo invaso e lui mi rispondeva: “Vai, vai…”. Avevamo un accordo secondo il quale come JFK aveva avuto Jack Frost come poeta di riferimento, lui una volta che fosse diventato sindaco avrebbe avuto le Invasioni poetiche intorno. Ci scherzavamo molto su questo e credo avesse capito il nostro intento un po’ naif ma certamente animato dall’entusiasmo di portare cultura nel modo più informale e forse irriverente possibile. Pensate che il giorno in cui abbiamo inaugurato la biblioteca a lui dedicata abbiamo invaso la Linea 1 degli autobus di Ravenna di poesie in suo onore.

L’invasore tipico è chi si mette al servizio della bellezza e del valore delle parole. È chi crede ancora che il mondo si possa cambiare con un piccolo gesto. Ci sono pensionati e lavoratori. In genere persone creative, ecco. E anche molto serie che poi durante le invasioni si divertono come bambini. Ora vorrei ringraziare questi invasori perché sono a tutti gli effetti volontari cultural-solidali e da più di un anno la domenica sono presenti in ospedale per far sì che le iniziative siano ben organizzate e interessanti.

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Volete sapere chi sono quelli sempre pronti per invadere o rianimare? Ve lo svelo dunque: Rita Servadei, Sandra Melandri, Angelo Palmieri, Stefano Carattoni, Maria Pia Dalla Valle, Maria Cristina Minghini…loro sono lo zoccolo duro e presente sempre di invasori…poi accogliamo sempre tanti altri che magari vengono saltuariamente ma che ci sono. A invadere sono anche le little libraries presso il Centro di Medicina e Prevenzione (CMP) di Ravenna, il Parco di Teoderico e a Marina Romea che, grazie a Daniela Mingozzi e con i loro libri gratuiti e liberi, mettono la cultura a disposizione di tutti.

Per “Rianimazione letteraria” avete portato in Ospedale a Ravenna nomi noti come Roberto Vecchioni e Stefano Benni. Cosa può dare in più un personaggio conosciuto dal grande pubblico?

Con Roberto Vecchioni abbiamo presentato in ospedale il libro della moglie Daria Colombo e chiacchierato con lui. Per noi ha anche cantato tre canzoni…un’emozione grandissima. Cosa può dare un grande personaggio…beh…Vecchioni è il poeta per antonomasia…le sue canzoni, che io so a memoria, erano fin da subito fra i testi delle Invasioni quindi…Lui ha portato in ospedale la sua profondità e quel buonsenso sincero che sa dare una risposta a tanti interrogativi profondi che tutti noi abbiamo dentro.

Lo stesso ha fatto Stefano Benni domenica 4 dicembre. Le belle parole fan bene…sono un balsamo. In ospedale hanno un effetto ancora maggiore.

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La direzione sanitaria ci ha sempre accolto con grande disponibilità. Trovare gli spazi, gli orari più adeguati alla partecipazione dei pazienti, capire le necessità. Fin da subito credo si sia compreso che il nostro intento fosse quello di dare un piccolo contributo affinché, insieme alle egregie cure mediche, visto che abbiamo la fortuna di avere un ottimo ospedale, contribuisse la “cura” letteraria domenicale per lenire anche solo un pochino i momenti di noia o di preoccupazione dei pazienti. Nel dottor Tarlazzi e nella dott.ssa Baratoni ho sempre trovato la voglia di offrire ai pazienti, insieme a noi, anche queste occasioni buone per lo spirito.

Ci puoi dire qualcosa di più sulla Biblioteca intitolata a Enrico Liverani presso l’Ospedale di Ravenna?

La naturale vita delle Invasioni poetiche è quella di invadere pacificamente i luoghi più disparati: abbiamo invaso il Mar, le iniziative de Il Grido della Farfalla, Il Centro Commerciale Gallery, il Planetario, Piazza Kennedy e Palazzo Rasponi, la Fraternità S. Damiano, i concerti del Maestro Olmi, il Parco Teoderico, la Festa dell’Unità, il viale della Stazione e poi siamo arrivati in ospedale…e lì abbiamo capito che ci voleva DAVVERO molta energia e poesia…molta di più che nei luoghi precedenti.

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Allora abbiamo chiesto alla Asl di invadere la zona vicino al reparto di Oncologia.

E poi abbiamo domandato se ci potevano “prestare” un luogo dove poter fare della bellezza e della letteratura un “reparto” e così è nata “Rianimazione letteraria di poesia intensiva”. Un piccolo luogo dove i ragazzi del Liceo Artistico ci hanno aiutato a dipingere qualche bella frase sui muri e dove il 13 dicembre 2015 abbiamo inaugurato la rassegna di Rianimazione letteraria che continua fino ad oggi e non accenna a fermarsi. Gli invasori invasati sono diventati rianimatori letterari. Il pensiero si muove veloce alla biblioteca di Enrico perché questo progetto delle Invasioni lo illustrai a lui e all’ Assessora Bakkali fin da subito. Alla prematura scomparsa di Enrico l’ex sindaco Matteucci decise di dedicargli la biblioteca che oggi arricchisce l’Ospedale e dopo l’inaugurazione in giugno abbiamo pensato che il luogo naturale delle Rianimazioni letterarie domenicali fosse quello. Abbiamo chiesto alla Signora Rossella Liverani, mamma di Enrico, che ha accolto di buon grado questa proposta visto che lei stessa durante l’anno precedente aveva assistito ad alcuni incontri con autori la domenica in ospedale…perché, vedete, il bello delle Rianimazioni è che nascono per degenti e personale ospedaliero ma sono sempre aperte anche ai cittadini. Rianimazione letteraria ha ideato e portato avanti anche due settimane di alternanza scuola lavoro nella biblioteca con il Liceo Classico…esperienza unica in Italia. Ringrazio per questo l’Asl, i docenti avvicendatisi, i volontari che tengono aperta la biblioteca quotidianamente e la dirigente Ravagli.

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Natale è alle porte. Cosa avete in cantiere in vista del 25 dicembre?

Ah beh non posso mica rivelarlo!!! Le Invasioni hanno il loro effetto proprio perché sono fulminee e inattese…Ma se volete rimanere sempre aggiornati, la pagina Facebook Invasioni poetiche ci serve per la “chiamata”. Lì sarete sempre informati sulle nostre iniziative. Basta munirsi di allegria…il resto ce l’abbiamo noi! Allo stesso modo, chi vuole pensare con noi una Invasione, basta che ci contatti e noi siamo pronti!

Ci tengo però a svelare una collaborazione che ci onora: Ivan Caldarese ci ha invitato ad aderire al progetto DAREMO VOCE AI SOGNI per l’Edizione del Concorso nazionale di Poesia “Una poesia per il futuro” 2017. CentroInsieme è lieto di avere “Invasioni Poetiche” per invadere Scampia di arte e poesia…quindi andremo a Scampia per sostenerli.

Una poesia che vi descrive e per la quale potete dire anche voi come ARS404: “Looking for beauty”.

Beh, ne abbiamo una a cui siamo particolarmente legati perché era quella che scelse
Enrico durante un’invasione all’uscita della chiesa dei Cappuccini e che postò sul suo profilo ringraziandoci di queste invasioni:

Per quanto sta in te
E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balía del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.
Costantinos Kavafis

 

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