Montabano, il nazionalbello che fa bene a tutti

“Sto mangiando la pasta coi broccoli, chi è che rompe!!?”

Era il 1999. Fu subito amore.

Sono passati quasi 18 anni del Commissario Montalbano, una serie diventata ormai maggiorenne e che segna record su record; l’ultimo episodio della serie 2017 ha raggiunto 11.268.000 di spettatori e il 44.1% di share in un panorama super competitivo e frazionato, certo non quello di 18 anni fa.

Possiamo dirlo tranquillamente. Il Commissario Montalbano è una di quelle trasposizioni televisive/cinematografiche che non ha nulla da invidiare alla versione letteraria. E questo è grazie anche a un immenso Camilleri che, oltre a collaborare alla serie, è stato anche insegnante di teatro e cinema e sa cosa vuol dire “adattare”.

Montalbano è nazionalpopolare, e allora? Una volta tanto il nazionalpopolare è bello. Ma perché è bello? Perché è vero!

Il cliché della piccola cittadina dove avvengono più delitti che ad Acapulco c’è tutto e lo perdoniamo. Il nodo sta nel personaggio. Semplice, rude, con i suoi pregi e con tantissimi difetti. Un uomo, che ama il suo lavoro e cerca di avere anche una vita privata. Profondo quando vuole e molto terra terra quando è necessario. Ripeto, un uomo.

montalbano-2017

Il merito è anche di Zingaretti che, forse, non riuscirà mai a divincolarsi da questa figura così ingombrante tant’è che anche in altre sue interpretazioni sembra di scorgere sempre qualcosa del commissario e da un momento all’altro ti aspetti un “Montalbano sono”.

Una macchina da guerra anche sui social, con una pagina Facebook con 101.992 fan e il Profilo Twitter di 4.870 follower  che durante le puntate postano fotogramma per fotogramma l’episodio in onda quasi fosse un fotoromanzo con migliaia di persone che commentano e condividono.

Ora cominciano le repliche dei vecchi episodi, il primo ha superato i 10 milioni di spettatori, e ci accompagneranno fino a maggio.

Piace anche voi il rude Montalbano o io e Elena stiamo invecchiando? Scrivetelo nei commenti.

Antonio