Dal Web alla Tela. Una mattina con Federico Clapis

17 dicembre 2016. Abbiamo un appuntamento a Milano. Ad aspettarci è Federico Clapis, nel suo studio d’artista al centro della città. La star del web (sappiamo che non vuole essere chiamato così, ma in fondo riassume la sua precedente vita) con milioni di fan in Italia e non solo ci apre le porte del suo nuovo mondo fatto d’arte. Nuovo perché dopo la grande popolarità sulla rete con i suoi video irriverenti saluta tutti e si dedica completamente alla sua passione: l’arte. Il web impazzisce quando il Doctor Clapis dice ai suoi fan che d’ora in avanti avrebbe parlato solo di arte, la sua. Noi siamo qui per raccontarvi questo salto nel vuoto.

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Elena: Parliamo dell’artista. Cominciamo il tour nel tuo studio, Federico.

Federico: Ve lo presento. Nella sala all’ingresso ci sono le mie primissime opere e mi piace conservarle qui, in un’area a parte che anticipa tutte le altre. Non ci sono ancora io sulla tela, ci entrerò dopo. Infatti nella sala principale troviamo gli Actor on Canvas dove vedete le riproduzioni della mia figura in simil gesso realizzata attraverso sofisticati macchinari.

actor-on-canvasE: Quando ti sei detto voglio fare l’artista e salire sulla tela?

F: Sette anni fa, prima dell’esperienza con Youtube, ho preso una botta in testa e mi sono detto che non potevo più stare fermo con la creatività. Ho poi cominciato attraverso il digitale a crescere mediaticamente con il fine ultimo di far questo, quello che sentivo, l’arte.

E: Sei sempre stato appassionato di arte? Visitavi mostre o gallerie?

F: Non particolarmente, però sono cresciuto in mezzo ai quadri di artisti contemporanei dagli anni Trenta agli anni Settanta perché mio nonno è stato collezionista, anzi lo è. Sono cresciuto in mezzo alla bellezza e probabilmente queste opere mi hanno influenzato per quanto da piccolo le snobbassi, per me erano oggetti appesi al muro.

E: Anche brutti magari questi oggetti…

F: Ma no dai! Alla fine credo che mi abbiano infettato. Continuiamo allora con la visita. Qui ci sono i parallelepipedi…mi dispiace per i lettori che non possano vederli dal vivo!

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E: Sei simpaticissimo!

F: Lo faccio per assicurare ai lettori del vostro blog che ci sono! Arriviamo a Rational Reproach, un parallelepipedo appunto.

E: Questo è un doppio te.

F: La parte razionale che rimprovera il piccolo.

E: Posso toccarlo per rendermi conto della materia di cui è fatto?

F: (non è proprio convinto) Ma sì…fai conto che è simile al gesso al tatto e alla vista.

E: Eccolo, siamo a Crucifixion Artist. Questa opera mi ha sempre molto incuriosito. Qui sei un po’ dissacratorio. Ti sei spinto un po’ più in là…

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F: In realtà ormai è stato sfatato da tutta l’arte provocatoria degli ultimi 15 anni. In fondo rimane più simbolico che provocatorio. Potrebbe sembrare un auto celebrazione…

E: Un pochino sì…

F: Sì eh?

E: Nei tuoi video dici: non sono narcisista. Ma…

F: È vero…non è un atto di celebrazione del sé…

E: Ma un pochino…

F: Dici?

E: Eh!

F: Beh sai, il concetto del me che entra sulla tela rende le opere mie. Mi piacerebbe fare casting e cercare attori che andassero su tela. Però non sarebbe la stessa cosa.

E: Mi viene in mente il tuo sosia ingaggiato per farsi foto e aggiornare il tuo profilo Instagram. Ti assomiglia molto!

F: Dici?

E: Sì! E ti sento molto geniale in queste pratiche virali qui. Nelle performance. È quella la pratica artistica secondo me.

F: Sì sì sì. È infatti tutto il resto, la dietrologia, il vero avvalorarsi dell’opera.

E: Però queste opere sono anche sul mercato. A quanto le vendi?

Antonio: Non siamo della finanza eh! E non abbiamo neanche abbastanza soldi.

F: (ride) Guarda ce n’è per tutti i prezzi. Gli Actor on Canvas sono quelli un po’ più cari perché c’è più lavoro e un peso estetico, concettuale, di innovazione, che è misurabile. Per esempio le tele 60X90 le vendo a 6.000 euro e sono quelle che vanno per la maggiore. I parallelepipedi escono a 5.000 euro. E ancora la serie Archeologia Futura a 4.800 euro/pezzo per la lastre incise di intonaco e poliuretano.

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E: Però non ti affidi a una Galleria d’Arte…

F: Ci ho lavorato per un pochino, poi ho capito che la mia vera forza è l’indipendenza col web. Sapete, vi racconto questo: stiamo scrivendo uno spettacolo teatrale dove i miei quadri voleranno in cielo sulle teste degli spettatori insieme a un mio monologo. Una trasposizione fisica della divulgazione che faccio nel web.

E: Mi offro come attrice!

F: Sono solo io sul palco.

E: Va bene, posso strappare i biglietti d’ingresso?

F: Se vuoi! Io non sono mai salito sul palco e non ho mai recitato. Sono un po’ in paranoia in questo momento per il contatto con il pubblico in carne e ossa.

E: Hai detto “carne e ossa”. Mi è venuto in mente una video installazione che è completamente diversa dalle altre. La donna che viene presa a schiaffi in The Hands of Life.

F: Sì. Quel video è solo su Vimeo e sul mio sito. Perché sui social sarebbe potuto essere frainteso, bloccato e attaccato. Avrei potuto contestualizzarlo ma quella sì che sarebbe stata una marchetta, uno stupro al prodotto. Se l’avessi fatto mi sarei ritrovato tutte le quote rose con i forconi e le bombe a mano sotto casa!

E: Le mani che picchiano sono le tue? Picchiavi davvero?

F: Sì, sono le mie e picchiavo davvero. Un alternarsi di schiaffi e carezze a questa donna che guarda in camera e rappresenta il soggetto umano. È stato davvero mentalmente difficile girare questo video.

E: Torniamo ai Social Media e a come sia davvero difficile gestirli, partendo proprio da questo video…

F: Quello che cerco di fare rispetto alle tematiche che tratto è mantenere un linguaggio abbastanza semplice, che possa arrivare alle persone e aprirli all’introspezione di un’opera e quindi anche verso se stessi. Per fare questo curo molto il montaggio.

E: Richiede molto tempo? Beh, ti piacerà farlo!

F: Solo adesso! Ho sempre odiato fare il montaggio perché mi sentivo costretto soprattutto quando avevo a che fare con i montatori. Adesso mi sono reso conto che nessun altro all’infuori di me può farlo per le cose che devo comunicare, modifico persino la grammatica a volte. Dalla rassegnazione è arrivata anche un po’ di goduria. Per esempio l’ultimo montaggio per il video con il musicista Davide Locatelli mi ha fatto diventare pazzo per così tante piccole cazzate da averci impiegato tutto il mio viaggio in Africa. E se non mi fosse piaciuto il lavoro di post-produzione, sarebbe stato difficile averlo dovuto fare in vacanza.

A: Certo che essere a Zanzibar e lavorare al pc…

F: Montavo sul lungomare e vi posso assicurare che era davvero stupendo.

A: Sono curioso di conoscere il tuo rapporto con le altre “star della rete”. Uno tra tutti Marco Montemagno. Da quanto è attiva la vostra collaborazione?

F: Da un anno circa, dopo il video in cui parlava di me. Così abbiamo creato una società insieme grazie alla quale organizziamo workshop, uno dei quali riguardava la pre e la post-produzione di contenuti video on line.

E: Tra gli altri youtuber con i quali collabori Antonio si è “innamorato” di Martina Dell’Ombra…altra famosa star del web e attrice!

F: Lei è una grande! Guardate il nostro video sul Natale davanti alla mia opera del Crocifisso. È l’unica donna con cui posso adesso lavorare dal punto di vista del personaggio e di autrice. Il nostro scambio creativo è grande.

E: Lei, e anche tutto il mondo Youtube, riceve davvero molti insulti attraverso i commenti dei cosiddetti haters. Come fate a reagire?

F: Facciamo i finti gradassi ma le provocazioni sono così mirate e terribili che non si può mentire. In fondo tra mille commenti quello che ti colpisce è l’insulto. In più è la percezione della media di apertura mentale di chi ti segue che può davvero spaventare. Fate conto che quando facevo satira sulle persone di colore, sono arrivati da me i razzisti, quelli veri, che non avevano capito il video e che mi osannavano come uno di loro. Ho conquistato tutto il Ku Klux Klan! È veramente un processo malefico…

E: Invece fra youtubers vi volete bene?

F: Mah dipende…io non giro troppo con le web star perché non esco la sera e vado solo a quegli eventi in cui sono obbligato. È quella stessa collettività che ti fa perdere la bussola sui tuoi progetti. La mia arte prima di tutto.

E: In fondo sei del segno zodiacale dell’Ariete e stai bene anche da solo…

F: È vero! Ammettetelo, anche voi siete un po’ legati a questo mondo della fenomenologia. Il vostro blog: ARS 404. Con la categoria dedicata all’arte che si intitola “Ars not found”, quando una tra le mie prime opere si chiamava “Artist not found”. È per questo numero e queste coincidenze che vi ho risposto subito alla vostra email. È di queste cose che io vivo.

E: Infatti come ci hai detto sei nato il 4.04 dell’87. All’alba dei trenta hai pensato che è meglio mettere la testa a posto?

F: Beh no, poi forse a 30 vi lascerò!

E: Ma no!

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F: A pensarci mi è venuta fame.

E: Sei vegano vero? Da romagnola sai che il concetto è davvero difficile.

F: Sì. Sai è stata una scelta, per non diventare dipendente a quelle sostanze chimiche che sono dentro alcuni elementi e creano assuefazione, quasi come gli oppiacei.

A: L’hai fatto prima di tutto per una questione etica?

F: Non me lo ricordo nemmeno più. Lo fai per mille motivi e poi non riesci più a dargli un ordine. Forse prima di tutto è un discorso organico, dell’organismo.

E: Quindi non solo il fattore di amore per gli animali? In molti video sei in Africa e coccoli animali anche feroci…

F: Non c’entra. Amavo gli animali anche quando mangiavo la carne.

E: Hai degli animali?

F: No, non adesso. Ho avuto il barboncino di una mia ex compagna poi però è tornato dalla mamma. Però credo che con gli animali è il momento in cui sto meglio in assoluto. Entro nella loro dimensione.

E: E invece la dimensione dei viaggi astrali?

F: Utilizzo le mie opere e i miei video come occasione per raccontare esperienze che mi hanno caratterizzato come le “Out of the Body Experience”, cioè le esperienze extra corporali.

E: Ma non fa paura?

F: Ne fa molta. I libri e gli esperti possono aiutarti in questo processo. Io fin da piccolo soffrivo di paralisi notturne che mi terrorizzavano. Poi quando ho capito che c’era tutto un mondo mi sono tranquillizzato e tutto ha funzionato.

A: Siamo in argomento. Anche io ho delle strane esperienze di visione extra corporea, se così si può chiamare, per esempio durante la lettura o mentre faccio qualcosa che mi procura piacere intellettuale…e pure Elena diventa completamente afona quando si parla della Regina Maria Antonietta…

E: Una reincarnazione? Doctor Clapis ci aiuti!

F: Wow! Io darei la colpa alla ghiandola pineale o al remote viewing che ci fanno percepire visualizzazioni fortissime, “a cannone”. In fondo si può vedere senza gli occhi! Sapete, queste cose non sono mai casuali ed è possibile che nel corpo si canalizzino energie psichiche delle quali non eravamo consapevoli. E tu Elena non la conoscevi questa caratteristica di Antonio?

E: No!

F: Da quanto tempo state insieme? Dovevo arrivare io per farvi scoprire certe cose?

  • Roberto

    Purtroppo, quando si ha a che fare con la massa, si incontrano le peggiori persone, che proprio perché convinti di essere coperti dal branco, al sicuro, si permettono di sparare cattiveria e atroci scemenze.
    L’importante è sentirsi a posto con la coscienza, e sfruttare le potenzialità positive dei social (ad esempio per favorire il contatto fra l’artista è l’osservatore).
    Grazie a Federico ma soprattutto ad Antonio ed Elena per questa producente trasferta.