I carillon di Sorrento

Bella Sorrento. Per le vie, il mare, i profumi. Ma quando ti ritrovi con un ometto, di “80 anni suonati”, lo dice lui, ad osservare stregato la sua collezione di carillon, capisci quanto sia bello non fermarti alla superficie delle cose.

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A Villa Fiorentino, Sorrento

Siamo stati a Sorrento per la mostra In_dialogue con l’artista Caterina Varchetta in occasione del SyART Festival alla Villa Fiorentino (qui l’articolo sul nostro blog). La suggestiva Villa, edificata negli anni trenta del secolo scorso, è votata adesso all’arte contemporanea, grazie ai Festival che sono qui organizzati e al giardino abbellito dalle camelie che viene allestito per queste occasioni.

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Una volta a Sorrento, è facile ritrovarsi in Villa in quanto è proprio su Corso Italia, il passeggio principale della città. Meno facile è scendere al piano -1 e conoscere il signore che lo abita con i suoi carillon.

I carillon suonano in Villa

Lo spazio è dedicato a Enrico Salierno e alla sua Collezione preziosissima. Il maestro Salierno era intarsiatore ed ebanista di Sorrento e negli anni Sessanta si trasferì in America per realizzare i suoi mobiletti intarsiati dentro i quali venivano montati i carillon.

Enrico Salierno fece fortuna oltreoceano, ma nel cuore teneva sempre stretta la sua Sorrento. Così, quando andò in pensione nel 2000, decise di donare alla città e agli artigiani sorrentini il suo patrimonio di rarissimi carillon perché tutti potessero ammirarli.

L’esposizione permanente è aperta tutti i giorni, e c’è una guida d’eccezione.

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L’uomo dei carillon: Mario Iaccarino

Lui è intarsiatore ebanista: «Io ho sempre lavorato l’intarsio con l’archetto, come si faceva una volta.» ci racconta mentre mostra fiero alcuni “piccoli merletti” che ha realizzato in una vita di lavoro e dedizione. Tiene in mano soddisfatto “i papà del vinile e del computer” che sono le schede perforate che se ben incastrate alla struttura lignea fanno vibrare ancora oggi le canzoni incise su di esse. Sono dischi del 1880 realizzati spesso in Germania, mentre i mobiletti esterni, ossia le casse di risonanza, vennero costruiti dagli artigiani di Sorrento.

Mario ci dice: “Questi sono 130 anni che suonano, e non credo che la Apple ne sia capace.”

Elena

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