ArteFiera Bologna: il day after e la grafica secondo Andrea Lancellotti

Siamo arrivati al giorno dopo. Quello che succede e cosa si dice quando la festa finisce. Il momento in cui è per tutti facile criticare e dire: “Io non avrei fatto così.” Crediamo che quest’anno ci saranno pochi malpensanti e invece tanto su cui riflettere per il lavoro del nuovo direttore artistico Angela Vettese per ArteFiera 2017.

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Siamo arrivati preparati in Fiera. Infatti avevamo una bella intervista a Angela Vettese alla mano e una lista di gallerie da vedere. Certe cose rimangono immutate negli anni come le grandi gallerie con le opere di Giorgio De Chirico, sempre quelle in attesa, e gli squarci di Lucio Fontana. Ma si respira aria di cambiamento a partire dalle gallerie che propongono artisti giovani e in larga misura sconosciuti, alla veste grafica che trova un nuovo protagonista: Andrea Lancellotti dello Studio Lancellotti di Milano. Non ci facciamo scappare l’opportunità di rivolgergli qualche domanda su questa chiacchierata Fiera che inizia proprio dalle forti scelte di immagine.

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Elena: Partiamo dal principio. Come siete intervenuti sul logo storico di ArteFiera?

arte-fiera-bolognaAndrea: Angela Vettese voleva dare un segno importante di innovazione e ci eravamo spinti verso una versione ancora più minimal del logo dove al rosso della scritta centrale veniva sostituito il nero. Poi siamo tornati al rosso per la scritta, non volevamo esagerare. Per la superficie bianca abbiamo poi fatto un lavoro scrupoloso di pulizia svuotandolo dal rosso precedente e lasciando il vuoto. Le grafiche avevano già altre destinazioni.

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Elena: Cosa avete scelto?

Andrea: Le trame della natura. Dalla brace alle meduse. Con l’idea di essere emozionali e non solo raffigurativi. A partire dall’immagine dei polipi, che non è stato semplice farla approvare dalle alte fila di ArteFiera, ci siamo mossi sempre più verso le reazioni, erano proprio quelle che ci importavano!

arte-fiera-bologna-angela-vetteseElena: Usi spesso il “noi”. Parli di te e la direttrice Angela Vettese?

Andrea: Esatto! Ci conosciamo da tempo. Già sette o otto anni fa quando lei curava le mostre alla Fondazione Pomodoro di Milano, io mi occupavo della veste grafica. Quando mi ha chiesto di seguire ArteFiera partivamo da un’esperienza e amicizia comune, così abbiamo lavorato molto bene, senza intoppi. Non mi ha dato grandi input all’inizio per la costruzione dell’immagine. Totale libertà. Siamo ripartiti da zero! Ha avuto davvero molto fiducia!

 

Poi c’è un punto di orgoglio, e fiducia perché no, anche per noi. È la Galleria Marcolini di Forlì, che abbiamo da poco visitato intervistando il curatore Roberto Farneti. Per le pagine di Artribune, rivista leader nel settore dell’arte contemporanea, la personale di Mustafa Sabbagh è tra le 10 opere da non perdere ad ArteFiera e appena ci vedono allo stand ce lo ricordano con fierezza.

Galleria Marcolini, Sabbagh
Galleria Marcolini, Sabbagh

Negli sguardi dei ragazzi di Sabbagh si percepisce anche la difficoltà di espressione di un processo creativo e come dice Lancellotti:

“Non è facile descrivere un processo creativo perché si basa sull’esperienza, sull’intuito ed è arduo metterlo in riga. Mi auguro che quello che venga fatto parli da solo.”

arte-fiera-bolognaElena: Insomma, abbiamo capito! Sei più un uomo del fare e non del raccontare!

Andrea: Sì è vero! E la sfida più grande sarà per l’anno prossimo. Ci sto già pensando!

Elena